Aggiornato ad Aprile 2026

Calcolo TFR 2026: Come si Calcola la Liquidazione

Guida completa al Trattamento di Fine Rapporto: formula, rivalutazione ISTAT, esempio pratico e confronto tra TFR in azienda e fondo pensione.

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), comunemente chiamato “liquidazione”, è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e che spetta al lavoratore alla cessazione del rapporto. La disciplina è contenuta nell'Art. 2120 del Codice Civile, che ne definisce la formula di calcolo e il meccanismo di rivalutazione.

La formula del TFR

Ogni anno il datore di lavoro accantona una quota annuacalcolata così:

Quota annua = RAL / 13,5 − contributo INPS (0,5% della RAL)

Il divisore 13,5è fisso e stabilito per legge. Il contributo INPS dello 0,5%è a carico del lavoratore e viene trattenuto direttamente sulla quota TFR. In pratica, per una RAL di 30.000 € la quota annua netta è:

  • RAL / 13,5 = 30.000 / 13,5 = 2.222,22 €
  • Contributo INPS = 30.000 × 0,5% = 150,00 €
  • Quota annua netta = 2.222,22 − 150,00 = 2.072,22 €

La rivalutazione annuale

Il TFR già accantonato non resta fermo: ogni 31 dicembre viene rivalutato secondo una formula composta da due elementi:

Rivalutazione = 1,5% fisso + 75% × indice ISTAT prezzi al consumo

Ad esempio, con un'inflazione ISTAT del 2%, il coefficiente di rivalutazione sarà: 1,5% + 75% × 2% = 3%. Questa rivalutazione è soggetta a un'imposta sostitutiva del 17%, quindi il rendimento netto effettivo è leggermente inferiore.

Esempio: RAL 30.000 € per 10 anni

Vediamo un esempio concreto con RAL costante di 30.000 € e inflazione media del 2% annuo (coefficiente di rivalutazione del 3%):

AnnoQuota annuaRivalutazioneTFR cumulato
12.072 €2.072 €
22.072 €62 €4.206 €
32.072 €126 €6.404 €
52.072 €259 €10.963 €
72.072 €399 €15.696 €
102.072 €581 €22.822 €

Dopo 10 anni con una RAL di 30.000 €, il TFR lordo maturato è di circa 22.822 €, di cui circa 20.722 € di quote accantonate e circa 2.100 € di rivalutazione. Senza rivalutazione il totale sarebbe stato 20.722 €.

TFR in azienda vs fondo pensione

Il lavoratore può scegliere di lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione complementare. Le differenze principali riguardano il rendimento e la tassazione:

  • TFR in azienda: rivalutazione fissa (1,5% + 75% ISTAT), tassazione separata con aliquota media IRPEF dal 23% al 43%. Il capitale è disponibile interamente alla cessazione del rapporto.
  • Fondo pensione: rendimento variabile legato ai mercati finanziari (storicamente superiore alla rivalutazione legale), tassazione agevolata dal 15% al 9%. Il capitale è vincolato fino al pensionamento, salvo anticipazioni per specifiche esigenze.

Per chi ha un orizzonte temporale lungo, il fondo pensione risulta spesso più conveniente grazie alla tassazione ridotta e ai rendimenti potenzialmente superiori. Per approfondire come il cuneo fiscale 2026 incide sul netto in busta paga, consulta la nostra guida dedicata.

Vuoi sapere quanto TFR netto ti spetta?

Usa il nostro calcolatore per ottenere il TFR netto esatto, con tassazione separata, rivalutazione e imposta sostitutiva calcolate automaticamente.

Calcola il tuo TFR netto →

Domande frequenti

Come si calcola il TFR?

Il TFR si calcola sommando le quote annue accantonate durante il rapporto di lavoro. Ogni quota annua si ottiene dividendo la retribuzione annua lorda per 13,5 e sottraendo il contributo INPS dello 0,5%. Il montante accumulato viene poi rivalutato ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo, come previsto dall'Art. 2120 del Codice Civile.

Qual è la differenza tra TFR in azienda e fondo pensione?

Il TFR lasciato in azienda viene erogato interamente alla cessazione del rapporto ed è soggetto a tassazione separata con aliquota media IRPEF (dal 23% al 43%). Il TFR destinato a un fondo pensione beneficia di una tassazione agevolata dal 15% al 9% (scende dello 0,3% per ogni anno di partecipazione oltre il 15°) e viene erogato come rendita o capitale al momento del pensionamento.

Quando viene pagato il TFR?

Il TFR viene pagato alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento o scadenza del contratto a tempo determinato. Il datore di lavoro deve erogarlo con l'ultima busta paga o entro i termini previsti dal CCNL applicato (di norma 30-45 giorni). È possibile richiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore.